A renderlo noto è la FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane Paratetraplegici) in occasione della Giornata Nazionale della persona con lesione al midollo spinale, tenutasi a Roma lo scorso 4 Aprile. Secondo una ricerca, infatti, il 19% dei lavoratori colpiti da lesione al midollo spinale deve successivamente dire addio al proprio impiego. La situazione è preoccupante soprattutto considerato che nel 2000 la percentuale relativa a questo dato corrispondeva al 5,4%, rilevando dunque un aumento vertiginoso in questi ultimi dieci anni del 15%. Vogliamo peraltro porre l'attenzione sul fatto che l'80% dei 75mila italiani con lesioni al midollo spinale è composto da persone con età compresa tra i 10 e i 40 anni. Un gran numero di giovani dunque, che sarebbero perfettamente in grado di continuare con il lavoro di prima, si trovano non solo alle prese con una malattia invalidante, ma anche senza occupazione, possibilità di mettersi in gioco, di continuare a far parte della società, di lavorare...Un'ultima considerazione ci rimane, suggerita da Raffaele Goretti, presidente FAIP: pensiamo ai soldi che vengono spesi ogni anno dal sistema sanitario per salare vite umane, e allo scollamento invece con il sistema socio-assistenziale, che abbandona in questo modo intere fette della popolazione...senza parole.




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